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Dipinto realizzato con tecnica ad olio su tela 100 X 35.
Creato nel Gennaio del 2013, raffigurante una foresta di notte, dopo un esplosione di luce che ne illumina la parte interna, formando un effetto accecante, con un gioco di luci ed ombre che sembra che si muovono davanti agli occhi.
L'autore ha scelto un nome insolito dal tedesco Schwarzwald, che significa in italiano foresta nera.
Il genere rappresentato è tipicamente a sfondo naturalistico, collocabile in ambienti molto alti e poco illuminati, per risaltare i giochi di luci al suo interno, da infonderti appunto un luogo scuro e tetro, ma anche da lasciarti stupito, come travolto da un energia pura e reale come la luce.
A. R.
Con la poesia Foresta Nera, lo stesso autore si catapulta con la fantasia nel suo stesso dipinto. Le ombre e i giochi di luce lo avvolgono, la luce lo acceca, rendendolo incapace di ascoltare, lo rende insicuro a tal punto da spingerlo a credere di non essere solo.
Spinto dalla paura, aumenta il passo, inizia a correre, ma non dura molto, si convince di essere solo un uomo.
Si ferma di colpo, e ad un tratto con esso sembra fermarsi anche il tempo e i suoi ricordi si azzerano, mentre la sua immaginazione continua a viaggiare nel fitto bosco.
Continua tutto a muoversi, nulla resta fermo, la luce muove gli alberi, i cespugli e tutto quello che lo circonda, ma allo stesso tempo tutto e fermo, come il vibrar di melodie e suoni che nascono dall'infinito.
Come un direttore d'orchestra, che dirige e guida tanti musicisti, così la luce orchestra sul mondo, spingendoci ad una sinuosa e complicata danza della nostra esistenza, ci dirige nel nostro interiore e ci costringe ad aprire il cuore, davanti al mondo, unico e solo spettatore.
A. R.